Profumi, immagini, suoni, materiali possono agganciare e coinvolgere il Cliente? La risposta è affermativa. Non è più sufficiente limitarsi a promuovere un prodotto come accadeva in passato: serve altro. Il fattore emotivo è determinante ai fini della decisione d’acquisto. Nei rapporti sociali si avverte l’esigenza di tornare a provare forti sensazioni legate soprattutto alla condivisione di idee, esperienze che coinvolgano tutte le nostre attività sensoriali.
Del resto perché le emozioni dovrebbero restar fuori dall’universo del business se sono fondamentali nella nostra vita? In passato gli unici destinatari della Comunicazione erano vista e udito. Ma ora si vuole di più, molto di più. Il messaggio deve creare una dimensione narrativa che si snodi tra i diversi media in cui il target diventa interlocutore. In questo caso il livello di coinvolgimento cresce e la traccia che rimane è certamente più profonda. E’ fondamentale l’approccio crossmediale che permetta all’utente di far parte di un processo generato dalla convergenza digitale, di cui egli ha ruolo attivo nella creazione di contenuto.
Non basta più declinare il messaggio sui vari media ma sono necessari schemi strategici che prevedano punti di interazione con i fruitori della campagna. Instaurare un dialogo richiede capacità di ascolto, coinvolgimento, condivisione. Occorre “colpire” al cuore l’interlocutore fino a raggiungere la sua sfera emozionale e poi coinvolgerlo in relazioni bilaterali. Le imprese possono oggi allestire un vero e proprio “palcoscenico” basato sull’esperienza d’acquisto da offrire al consumatore: dall’arredamento del punto vendita alla disposizione dei prodotti, dai colori ai profumi diffusi nell’ambiente, tutto partecipa ad un’unica regia. L’obiettivo non è vendere il prodotto solo perché è bello o utile ma perché stimola e rende possibili esperienze, individuali e interconnesse.
E come riuscire in un’impresa così ardua? Ce la faranno solo quelle aziende che sapranno generare legami con i consumatori persistenti nel tempo. Un tempo che, si spera, come in ogni storia d’amore, sia il più lungo possibile.


settembre 22, 2010




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