Un momento di pausa, in un aeroporto del nord d’Europa. Un signore legge un quotidiano dalle pagine rosa, discute con l’amico seduto accanto, e s’improvvisa allenatore professionista. Io penso: “Sto tornando a casa!”.
Eh già, l’Italia si riconosce al volo, nel bene e nel male. In questo momento di post-crisi, in questo momento cmq di passaggio, mi viene di pensare più al “male” però. Siamo cresciuti in un Paese in cui la gente si improvvisa, tutti pensano di poter fare tutto senza alcuna preparazione, la cultura organizzativa quasi non esiste, la professionalità non è né costruita, né riconosciuta, né agevolata.
Chiaramente parlo “in media”, della carenza di un sistema, anzi della carenza di sistema. Con le famigerate vacche grasse, improvvisarsi allenatori, grafici, tecnici, politici e persino medici può essere una veniale manifestazione di “pensiero laterale” italiano… può essere? Ma in tempi di cambiamento profondo, di turbolenza globale, come questi, servirebbe tutt’altro atteggiamento, tutt’altra cultura.
Eppure c’è qualcosa di veramente grande in questa terra, in questo Paese di appena 150 anni, crocevia di culture, proteso tra due continenti, religioni, civiltà, economie e magie diverse. Il genio eclettico di Leonardo, quello perseverante di Meucci, e Dante, Galileo, De André, Ferrari, Vasco Rossi, Anita Garibaldi e le mamme italiane tutte! Una terra in cui il genio individuale è una costante, non un’eccezione.
Noi Italiani sappiamo molto più che improvvisarci, sappiamo improvvisare. Serve arte per improvvisare, serve creatività, cultura, visione d’insieme e competenza tecnica. I grandi sanno improvvisare. Totò improvvisava alla grande.
Il terreno in Italia è fecondo di grandezza, ma a quanto pare sempre più i grandi poi vanno via.
Oppure si adattano al sistema Italia, così com’è. E la Storia ci ha insegnato (e ci conferma oggi…) come la facilità di emersione in Italia del carisma personale, a sostituzione di un intero sistema orientato a risultati di valore, semplicemente non va a buon fine!
A questo punto stiamo per decollare, per rientrare a Roma.
Crediamo davvero di poter portare in giro per il mondo del Valore nato in Italia, crediamo che il sistema si possa costruire “dal basso”, interconnettendo know-how tecnico e creativo distribuito, stabilendo sinergie programmatiche, dedicando tempo e attenzione all’evoluzione delle competenze, condividendo i progetti veri, abilitando la crescita delle idee di valore.
Con queste linee guida EJWD ha appena aperto un biennio completamente nuovo. Come faremo?
Non lo sappiamo ancora bene.
Con un po’ di fortuna, improvviseremo!


marzo 20, 2011




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